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Stamperie152

.Work in Progress, Residenze, Restauro
2014


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VIA URBANA UNA NUOVA STORIA ABITATIVA LA MODERNA VIA URBANA RICALCA IL PERCORSO DI UN’ANTICA STRADA ROMANA (IL VICUS PATRICIUS), SEDE DI RESIDENZE “PATRIZIE” DI EPOCA REPUBBLICANA E IMPERIALE, A CUI SI ALTERNAVANO ANCHE ALCUNI EDIFICI AD ABITAZIONE INTENSIVA, LE INSULAE. PRESE IL NOME ATTUALE QUANDO PAPA URBANO VIII AMPLIÒ E RISTRUTTURÒ LA VIA NEL XVII SECOLO.

Siamo nel cuore del quartiere Monti, uno dei più antichi rioni di Roma, conosciuto in passato come la Subura. Insieme a Trastevere è il quartiere più caratteristico di Roma.
Il suo nome deriva dal fatto che comprendeva il colle Esquilino, il Viminale, parte del Quirinale e del Celio.
Proprio sotto l’edificio moderno che si sta costruendo sono riemersi resti di un’insula, forse con negozi (tabernae al piano terra, databile tra il II e il III secolo d.C.).
Gli ampi ambienti, conservati per due piani, affacciati sulla strada e su un cortile interno, pavimentati con mosaici in bianco e nero, erano ancora in gran parte visibili agli inizi del ‘600.
Questa porzione di città riscoperta, si trova fedelmente rappresentata sulla pianta marmorea che riproduce la topografia di Roma agli inizi del III secolo d.C.
Infine di grande interesse e molto importante per la conoscenza della città moderna è il rinvenimento delle cantine della casa di un celebre personaggio della fine del ‘700-inizi ‘800: Giovanni Trevisan detto il Volpato, famoso incisore, amico di Canova, intimo di imperatori, zar e papi, che per primo ideò il souvenir moderno, ovvero la riproduzione in miniatura di importanti opere antiche di scultura, oggetti che hanno fatto il giro del mondo nei bagagli dei viaggiatori del Grand Tour appassionati d’arte italiana.
Nello scavo di questi ambienti, adibiti a deposito dei “souvenirs” e delle materie prime, sono state recuperate alcune matrici in gesso di queste riproduzioni e anche alcuni oggetti finiti, oltre a molti vasi in biscuit, la prima imitazione della porcellana cinese, di cui il Volpato fu un precursore.
Lo scavo archeologico ha consentito di aprire una finestra sulla città antica permettendo di rinvenire testimonianze di straordinaria importanza che vanno dal laboratorio neoclassico di Giovanni Trevisan detto il Volpato alle case di epoca romana.
La realizzazione dell’immobile, risale probabilmente alla seconda metà del ‘600 e aveva una destinazione residenziale. Non si hanno però notizie certe fino al 1876 quando venne realizzato il Teatro Manzoni trasformato poi nel 1932 in cinematografo.
Nel 1962 fu comprato dalla Montedison e divenne sede tipografica de Il Messaggero.
Il progetto è finalizzato al recupero di un vecchio edificio industriale che ospitava le tipografie del quotidiano “il Messaggero”, situato in via Urbana, nel pieno centro di Roma.
L’intento è di riconsegnare alla città una destinazione consona al centro storico, prevedendo unità residenziali di prestigio, realizzate con tecnologie e materiali innovativi e a basso impatto ambientale.
Vero fulcro dell’intero complesso, la piazza conterrà elementi di verde ed acqua, saranno usati materiali tradizionali romani come la pietra e il ferro declinati in un design contemporaneo.
I prospetti esterni dell’edificio rimangono inalterati mentre varcato l’ingresso l’intervento di recupero industriale reinterpreta in chiave contemporanea il luogo, proponendo tecnologie avanzate di costruzione e design.