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Porto Turistico di Forio

.Progetti, Arredo e Allestimenti, Porti e Marine, Urbani
2004



.Lo scopo dell’intervento è quello di riqualificare il bacino portuale, per una più adeguata e moderna offerta di ormeggi e servizi per la nautica da diporto, migliorando al contempo le condizioni operative degli esistenti mezzi di trasporto pubblici (un aliscafo ed un catamarano) e dei pescherecci (circa 20 di piccole dimensioni), garantendo la sicurezza delle manovre di accosto e degli ormeggi. Le nuove opere proposte nel progetto hanno quindi l’obiettivo principale di fornire adeguata protezione dagli agenti meteomarini e moderni servizi in mare ed a terra per una ampia ed assortita flottiglia turistica comprensiva di imbarcazioni anche di notevoli dimensioni (circa 400 barche fino a 50 m di lunghezza). Il nuovo porto turistico è stato dimensionato per ospitare circa 400 imbarcazioni da diporto a vela e motore con lunghezza fino a 50 m, larghezza di 10 m ed immersione fino a 5 m, con un’officiosità superiore al 96%. La pianta portuale è delimitata dai due moli esterni esistenti che racchiudono uno specchio acqueo di circa 10 Ha. Il molo di sopraflutto, orientato pressoché sull’asse nord-sud, aggetta di circa 80 m rispetto all’asse ortogonale del molo di sottoflutto e presenta già una estesa testata sommersa. La disposizione planimetrica delle due dighe frangiflutti non viene modificata per ragioni di costo (dati i fondali superiori ai 15 m a nord della testata sopraflutto) e di interferenza con la morfodinamica della spiaggia, anche perché l’inserimento del moletto antiriflettente interno assicura le richieste condizioni di agibilità del bacino portuale.Il progetto del porto ha quindi fornito lo spunto per caratterizzare una zona “limite” di territorio, confine ultimo tra terra e mare, luogo di tradizioni antiche, attraverso l’individuazione di nuove forme e la riorganizzazione di vecchie funzioni.Il progetto del porto ha quindi fornito lo spunto per caratterizzare una zona “limite” di territorio, confine ultimo tra terra e mare, luogo di tradizioni antiche, attraverso l’individuazione di nuove forme e la riorganizzazione di vecchie funzioni. L’idea di progetto ha voluto trascendere dal valore puramente funzionale, per assumere obiettivi più ampi, che attraverso interventi puntuali, di “restauro urbano”, possa individuare nuovi luoghi intesi come punti di aggregazione e di svago per tutti i cittadini. La volontà progettuale consiste nella creazione di un tipo di porto “vissuto e vivibile” in ogni periodo dell’anno ed in ogni giorno della settimana, che non abbia l’aspetto sgradevole di un “garage” di barche ma che diventi un polo di attrazione per i cittadini e per i turisti che devono sentire la voglia di “scendere” verso l’area portuale; non bisogna sottovalutare l’importanza che il porto assume all’interno di un’isola: il porto rappresenta il biglietto da visita della città, il primo punto di contatto tra i turisti e l’isola stessa, e deve quindi essere riconosciuto per la sua funzionalità e ricordato per la sua bellezza.
Ci si è posti l’obiettivo di progettare, dunque, un luogo che, attraverso l’integrazione con l’ambiente, le funzioni, la vita e le architetture circostanti, fosse in grado di offrire all’utente un servizio ampio ed articolato, che ruotasse intorno alle attività del porto, ma che non si esaurisse con esso: un “porto integrato” con il resto della città e non un porto ”incollato” ad essa che potesse essere inteso come un’appendice senza identità. Più che altrove la Campania, e Forio d’Ischia in particolare, rappresenta una realtà caratterizzata dal paesaggio urbano; con questo termine si intende definire l’immagine che deriva dal coacervo di stili, di linguaggi architettonici, di stratificazioni storiche, di colori che sono stati nel tempo uniti, accostati ed integrati fino a formare quella peculiarità pittoresca tipica di questi luoghi. L’operazione progettuale del marina si pone all’interno di questa realtà con l’obiettivo fondamentale di non snaturarla, ma di rappresentarne, invece, una sorta di minimo comune denominatore che non vuole rappresentare un “progetto finale” di sintesi, che stravolge la realtà dei luoghi, ma un progetto costituito da una composizione architettonica che prende in prestito dal restauro architettonico il concetto di intervento “critico” e “conservativo”, frutto di un’attenta analisi e del rispetto dello stato dei luoghi, volto a migliorare, dove possibile, il paesaggio ed a intervenire sulle lacune presenti con un linguaggio che dovrà scaturire dall’interpretazione dell’architettura contemporanea, rappresentazione formale dell’epoca in cui viviamo, e dalla comprensione della realtà pittoresca del luogo di intervento.  Il tipo di linguaggio architettonico che scaturisce da questi ragionamenti non si pone l’obiettivo di stupire, ma vuole inserirsi nel contesto con la presunzione di rappresentare una soluzione fatta su misura , caratterizzata dal sapore della spontaneità, ma frutto di un accurato sforzo progettuale che ha la finalità di creare dei luoghi “umani”. La traduzione di questa volontà progettuale consiste nell’affrontare il tema architettonico del marina come se fosse la progettazione di uno spazio interno alla città e per questo motivo dovrà essere rappresentata da alcuni elementi architettonici che, nel tempo, hanno acquisito il ruolo di punto di convergenza di desideri, piaceri e bisogni umani: La piazza-La passeggiata-Il verde

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